Avengers: Endgame

Era il 2008 quando la Marvel, dopo oltre 60 anni nel mondo dei fumetti, si butta a capofitto nel mondo cinematografico. Il 1 Maggio del 2008 debutta in sala Iron Man. Personaggio sicuramente con meno fama rispetto ai vari “colleghi” di inchiostro come Spider-Man o Batman della rivale DC Comics, il film stupisce positivamente pubblico e critica spianando la strada ad un successo planetario inimmaginabile.

Il volto di Robert Downey Jr (altra scommessa della “casa delle idee”, visto il passato burrascoso dell’attore, a quel tempo praticamente emarginato da Hollywood) da il la a quella che verrà in seguito denominata “prima fase” dell’universo Marvel.

Prima fase che vede la sua conclusione con l’ultimo film approdato in sala il 24 Aprile, cioè Avengers: Endgame. Fine dei giochi appunto.

Dieci anni sono un lasso di tempo lungo, ma anche relativamente breve. Quello che balza agli occhi è come in questo lasso di tempo, questi “supereroi” siano diventati ormai le icone degli anni 2000.

Se fino a poco tempo la parola nerd era utilizzata in segno dispregiativo (basti pensare all’adattamento italiano della parola, vale a dire “sfigato”), oggi questa prende tutto un altro significato.

Ora il nerd è di moda, quasi a sovvertire quello che per molto tempo era diventato simbolo di bullizzazione.

E sicuramente questo boom cinematografico dei supereroi ha dato una spinta importante in tal senso. Gli “Avengers” sono solo l’ultimo esempio di come la cultura pop americana abbia ormai influenzato in maniera tangibile anche il nostro quotidiano.

Parlando dell’ultima pellicola, Endgames appunto, i numeri da capogiro fatti registrare il primo giorno di proiezione sia in America che in Italia, danno il senso di come l’attesa per il film fosse febbrile: 169 milioni nel mondo, 9 milioni in Italia.

Il film è la fine di un viaggio, che ha accompagnato gli spettatori lungo questi anni. Un misto di epicità e nostalgia che tira le fila di molti punti portati avanti nel tempo, consegnando a quasi tutti i personaggi il loro “momento”, la definitiva consacrazione di figure che sono entrate di diritto nel collettivo cinematografico e non.

Fabrizio Maselli

Fabrizio Maselli

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo, in particolare quello che è impresso su pellicola; passerebbe le giornate in una sala buia col fascio di luce a proiettare sullo schermo. Cinema quindi, ma anche eventi sportivi (il calcio è pur sempre l'unica religione che non ha atei) lo distraggono dalla “routine contabile”.