“Noi” di Jordan Peele

Dopo il successo di pubblico e critica della sua prima opera “Scappa – Get Out”, vero è proprio outsider della peenulitma edizione degli Oscar, Jordan Peele torna al cinema con un altra opera “simil” horror  “Us”, italianizzata con il titolo “Noi”.

Il film narra della famiglia Wilson, la quale sta per passare alcuni giorni di vacanza in una località di villeggiatura della costa nord della California. Adelaide (Lupita Nyong’o) è già stata su quella stessa spiaggia 30 anni prima, e i ricordi di quella notte si fanno più vividi e risvegliano il trauma del passato mano a mano che alcune coincidenze si succedono.Il marito Gabe (Winston Duke) e i due figli Zora e Jason sembrano invece più interessati alla gita al mare. Appena tornati a casa dopo una giornata passata con gli amici Kitty  e Josh , i Wilson trovano sul vialetto di ingresso dei visitatori inattesi e inquietanti. Quattro persone in tuta rossa sono immobili e si tengono la mano, ben presto riusciranno a entrare in casa e inizieranno un gioco all’ultimo respiro.

Noi”, come facilmente intuibile dal titolo, si serve delle figure degli “opposti”, dei nostri cloni che vivono in luoghi abbandonati, dimenticati da tutto e da tutti, con la voglia di venire a galla nel mondo dei “normali”.

Il regista ci mostra uno spaccato sulla paranoia che aleggia, ed in maniera anche piuttosto percettibile, in quegli USA realmente divisi, radicalmente. E quale migliore parabola se non quella che ci ricorda il primo, vero nemico, il peggiore di tutti, ossia noi stessi?

Peele è un autore che si cimenta nel genere e lo sfrutta spesso come mezzo artistico e socio-politico, restando attaccato al racconto e alla narrazione, ai suoi personaggi, che scrive e dirige con grande capacità; “Con Noi ho voluto realizzare un film che risultasse personale per ogni individuo e raccontare comunque il nostro paese. Scrivendolo, ero scosso dal constatare come in questo particolare periodo storico ci scopriamo sempre più spaventati degli altri. Siamo sempre velocissimi a incolpare gli altri, ma io volevo suggerire che forse i veri mostri, i vari invasori da temere, siamo proprio noi. Ma, diversamente da Scappa – Get Out, questo horror non affronta la tematica del razzismo. Ciononostante, è stato importantissimo che una famiglia afroamericana fosse al centro di questo progetto», ha concluso Peele. 

Nella “duplice narrazione”  è invischiata soprattutto Lupita Nyong’o, qui alle prese con la sua (doppia) parte più impegnativa dai tempi della consacrazione con il film premio Oscar 12 anni schiavo: alla materna e umana Adelaide si contrappone la quasi robotica e spettrale Red, l’altra faccia di una medaglia che a livello fisico e vocale domina tutta la pellicola con un misto di tangibile carisma e innaturale, terrificante grazia.

Insomma, “Noi” è un film ben strutturato, dalle molteplici sfaccettature e con un finale alquanto enigmatico, consigliato per gli amanti del genere ma anche a chi non apprezza particolarmente le ambientazioni horror, visti gli innumerevoli spunti lasciati dal film.

Fabrizio Maselli

Fabrizio Maselli

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo, in particolare quello che è impresso su pellicola; passerebbe le giornate in una sala buia col fascio di luce a proiettare sullo schermo. Cinema quindi, ma anche eventi sportivi (il calcio è pur sempre l'unica religione che non ha atei) lo distraggono dalla “routine contabile”.