Domenica andrà in scena la 91esima notte degli Oscar

Ormai ci siamo. Nella notte di domenica 24 febbraio al Dolby Theatre di Los Angeles andrà in scena la 91° edizione degli Oscar. La notte più importante per appassionati e addetti ai lavori, che come ogni anno (forse in questa occasione anche più di altre circostanze) porta con se polemiche, sorprese e anche un pizzico di incertezza.

Sarà la prima edizione in assoluto senza un vero e proprio presentatore ufficiale. Il “padrone di casa” delle ultime edizioni, Kevin Hart, ha da tempo rinunciato alla conduzione della cerimonia dopo le numerose polemiche riguardo alcune frasi ritenute omofobe, pronunciate da quest’ultimo.

Mai come quest’anno alcune categorie si presentano incerte. Il cammino di avvicinamento agli Oscar prevede, nei mesi precedenti l’evento, molti premi assegnati da varie giurie “tecniche”, dove quotati addetti ai lavori, esprimono le proprie preferenze. Questi premi sono, ogni anno, molto indicativi su quello che sarà poi l’andamento della cerimonia per eccellenza.

Quest’anno non c’è mai stata una vera e propria presa di posizione su un probabile vincitore rispetto ad un altro, in particolare per quanto riguarda il premio principale, quello di miglior film.

Ricapitolando le candidature delle categorie più importanti, troviamo per la categoria “miglior film” A Star Is Born,Black Panther,BlacKkKlansman ,Bohemian Rhapsody,Green Book,La favorita,Roma e Vice – L’uomo nell’ombra.

Secondo i “bookmakers” dovrebbe essere corsa a due, tra il film campione d’incassi “Bohemian Rapsody” e il film di Alfonso Cuarón, “Roma”, con quest’ultimo leggermente favorito, ma la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo. Sarebbe, quella di “Roma”, una vittoria dal duplice significato. Per prima cosa, il film, già vincitore del leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia come miglior film, è stato al centro di alcune polemiche per la scelta della produzione di distribuire il film prevalentemente sulla piattaforma di streaming online Netflix, con gli esercenti cinematografici che non hanno apprezzato particolarmente la scelta. Inoltre vedere trionfare il film di  Cuarón, la cui trama si incentra sulla storia di una domestica di Città del Messico, avrebbe sicuramente un retrogusto politico, in aperto contrasto alla campagna Anti-Messicana portata avanti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Altra categoria dove è possibile trovare un testa a testa è quella di miglior attore protagonista. Nel quartetto composto da Christian Bale, Bradley Cooper, Willem Dafoe, Rami Malek e Viggo Mortensen, dovrebbe spuntarla l’attore di Mr Robot, che grazie alla sua interpretazione di Freddie Mercury nel biopic sui Queen “Bohemian Rhapsody”, sembrerebbe il favorito di turno per portare a casa la sua prima statuetta. Attenzione però all’outsider Christian Bale.

Premi molto più scontati dovrebbero essere quello per il miglior regista, dove dovrebbe spuntarla per la seconda volta in carriera Alfonso Cuarón, così come quasi certamente bisserà l’oscar 2017 Mahershala Ali, con il suo ruole di attore non protagonista in Green Book.

Sul fronte femminile, nella categoria di miglior attrice protagonista, troviamo le candidature di Yalitza Aparicio,Glenn Close ,Olivia Colman,Lady Gaga e Melissa McCarthy. In questo caso dovrebbero essere pochi i dubbi sull’esito finale, con la Close che dopo 7 nomination, dovrebbe ricevere la sua prima statuetta.

Per il ruolo di miglior attrice non protagonista, le nominate sono: Amy Adams, Marina Tavira, Regina King, Emma Stone, Rachel Weisz, con Regina King che dovrebbe spuntarla.

Da segnalare l’esibizione live dei Queen, nell’ambito del premio per la miglior colonna sonora.

Non ci resta che attendere la notte di domenica 24 febbraio per scoprire se i pronostici verranno confermati o sovvertiti.

Fabrizio Maselli

Fabrizio Maselli

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo, in particolare quello che è impresso su pellicola; passerebbe le giornate in una sala buia col fascio di luce a proiettare sullo schermo. Cinema quindi, ma anche eventi sportivi (il calcio è pur sempre l'unica religione che non ha atei) lo distraggono dalla “routine contabile”.