“Il nome della Rosa”, primo trailer per la nuova serie TV della Rai

Nel 1980 Umberto Eco pubblicava uno dei romanzi più acclamati e celebrati degli ultimi anni, “Il nome della Rosa”. Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui “Il premio Strega” nel 1981, l’opera è stata tradotta in oltre 40 lingue con oltre 50 milioni di copie vendute in trent’anni. Dopo questo grande successo di critica e pubblico, il romanzo vide una famosa trasposizione cinematografica, con Sean Connery nei panni del protagonista, Guglielmo da Baskerville.

Durante uno dei vari momenti pubblicitari del Festival di Sanremo, la Rai ha mandato in onda un primo trailer della Serie TV che andrà in onda agli inizi di marzo.

La serie, composta da 8 puntate, vanta un cast internazionale, tra cui spiccano i nomi di John Turturro e Rupert Everett rispettivamente Guglielmo da Baskerville e l’inquisitore Bernardo Gui, oltre alla presenza di volti noti al pubblico Italiano, come Fabrizio Bentivoglio.

Girata tra i teatri di posa di Cinecittà, oltre che in Abruzzo, la trasposizione televisiva de “Il nome della Rosa”, curata in prima persona dallo stesso Eco fino alla sua scomparsa, è ambientata nel 1300 dove Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, frate Guglielmo deve far fronte a una serie di misteriosi delitti che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile.

Come già successo per la serie TV targata Rai “I Medici”, l’attesa per l’evento è molto alta, e lo spot mandato in onda durante il Festival, non ha fatto altro che accrescere l’attesa.

Non ci resta che sintonizzarci su Rai 1 il 4 Marzo.

Fabrizio Maselli

Fabrizio Maselli

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo, in particolare quello che è impresso su pellicola; passerebbe le giornate in una sala buia col fascio di luce a proiettare sullo schermo. Cinema quindi, ma anche eventi sportivi (il calcio è pur sempre l'unica religione che non ha atei) lo distraggono dalla “routine contabile”.