Finché avrai la radio non sarai mai solo…

Il modo di condurre, d’intrattenere il pubblico, un annuncio fatto male, una pronuncia sbagliata da parte di uno speaker radiofonico è spesso, ed anche a titolo “gratuito”, soggetto a molte critiche. Critiche che fortunatamente vengono appagate da chi, forse in tanti momenti non ha nessuno, nulla, se non un po’ di cartone su cui sdraiarsi e una radio tra le sue povere mani.

È di qualche settimana fa un suggestivo video realizzato da un’agenzia di servizi radiofonici per divulgare gli auguri natalizi ai propri followers e non solo; le scene trasmettevano emozioni contrastanti… da una parte regnava felicità, chi aveva fatto acquisti da regalare ai propri cari e chi aveva fatto la spesa per la “grande abbuffata”; dall’altra invece c’erano quelli che oggi vengono definiti “gli invisibili”; piccoli ricoveri di cartone, persone avvolte in una coperta per combattere le temperature gelide… solitudine… tanta solitudine… ma il finale è straordinario.

Uno di loro ha con se una radio, l’accende ed inizia ad ascoltare lo speaker che dice: “…e così siamo arrivati ​​alla fine… e un augurio speciale lo faccio a quelli che, in questo momento, non festeggiano con nessuno… i migliori auguri a te amico mio e sappi che finché avrai la radio non sarai mai solo… Buon Natale!”.

La mia commozione è stata tanta… oggi ho un motivo in più per ricordarmi che nessuna tecnica sarà migliore di una qualità che un buon conduttore radiofonico dovrebbe avere e che nessuno mai ti insegnerà: l’empatia, la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, che sia di gioia o di dolore.

E allora “chi se ne frega” se ogni tanto sbagliamo un termine o una pronuncia, l’importante è avere la capacità di entrare nella vita delle persone anche solo per qualche minuto… quel minuto che non ti verrà mai criticato.

Tommaso Delli Veneri

Tommaso Delli Veneri

Sembra un colpo di fulmine, l'attimo, in cui gli sguardi si incrociano ed immediatamente c'è feeling tra lui e lo studio radiofonico; da allora scatta una sorta di innamoramento nei confronti di questo strumento comunicativo ed insieme vissero per sempre "felici e contenti".