Crisi nera per il Benevento Calcio

Il momento, adesso, è veramente difficile. Il Benevento non sa più vincere e i fantasmi per la strega si fanno sempre più concreti. Se i risultati delle ultime settimane potevano essere considerati campanelli d’allarme, incidenti di percorso che nell’arco di una stagione possono presentarsi fisiologicamente, la sconfitta di domenica nel recupero della 10a giornata del campionato di serie B contro lo Spezia, catapulta definitivamente il Benevento in un profondo stato di crisi.

Crisi di risultati (con il k.o. subito in Liguria sono tre le gare consecutive senza vittoria) ma soprattutto di gioco e d’identità. Un problema che già si era manifestato nelle ultime uscite, ma anche ad inizio stagione, dove, escludendo casi sporadici, la squadra Sannita è sempre sembrata ancora alla ricerca della quadratura del cerchio che permettesse il definitivo salto di qualità.

La partita contro lo Spezia è stata lo specchio dello stato attuale della squadra. Una squadra troppo brutta per essere vera, passiva, svogliata, in balia dell’avversario per tutto l’arco della gara.

Il gol della bandiera allo scadere del primo tempo siglato da Federico Ricci è servito solo a segnare un curioso record: Non era mai accaduto, infatti, che due fratelli segnassero una rete nella stessa partita con due maglie diverse.

Per il resto, è stato un pomeriggio da cancellare, l’ennesimo risultato amaro per i tifosi giallorossi, che vedono nell’allenatore Christian Bucchi il maggiore indiziato per questa crisi invernale.

A carico dell’allenatore pesa sicuramente la confusione tattica derivata dai tanti cambi di formazione, ma soprattutto una tenuta difensiva che non è decisamente adeguata ad una squadra che ha come obbiettivo quello di recitare un ruolo da protagonista nel campionato cadetto. Emblematico in tal senso,  il macroscopico errore di Billong sul definitivo 3-1 dello Spezia, dove un retropassaggio scellerato, di quelli che nei primi giorni di scuola calcio insegnano a non fare mai, ha definitivamente tappato le ali ad ogni velleità di rimonta del Benevento.

A discolpa del mister, ci sono le tante assenze per problemi fisici, e qui la lente d’ingrandimento si ferma sulla preparazione atletica: Veramente troppi gli infortuni e le defezioni, che hanno influito non poco sui vari cambi di formazione, giornata dopo giornata.

Ai problemi tecnici, “di campo”, si aggiungono paure e ansie che inesorabilmente influiscono in negativo sulle prestazioni dei calciatori del Benevento. Come se la ricerca della vittoria, invece di stimolare gli 11 in campo, incutesse timore reverenziale, paura di non farcela. Ne è stato esempio lampante la partita di Carpi di sabato scorso, conclusa con una clamorosa rimonta subita nei 5 minuti finali di gara quando la partita pareva in mano ai Sanniti, avanti di due reti; ma la stessa trasferta in terra Ligure ha mostrato una fragilità mentale tale da portare scoramento e angoscia alla prima difficoltà, con l’incapacità di una reazione concreta da parte dei calciatori Beneventani.

La speranza di tutto l’ambiente è quello di un rapido cambio di rotta. C’è da voltare pagina e bisogna farlo anche in fretta. La stagione è lunga, il campionato di Serie B è sempre stato un torneo pieno di insidie. Le gerarchie ancora non sono ben definite, il tempo di recuperare c’è. E’ il classico momento del “testa bassa e pedalare”, questo l’auspicio dei tifosi, già dal prossimo incontro casalingo.

Fallito l’aggancio al terzo posto, dunque, il Benevento al momento staziona a metà classifica, nel limbo promozione/playoff. La panchina di Bucchi è sotto estrema osservazione da parte della società, con le gare con Perugia e Palermo che sembrano ormai decisive per la permanenza dell’allenatore nel Sannio.

Fabrizio Maselli

Fabrizio Maselli

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo, in particolare quello che è impresso su pellicola; passerebbe le giornate in una sala buia col fascio di luce a proiettare sullo schermo. Cinema quindi, ma anche eventi sportivi (il calcio è pur sempre l'unica religione che non ha atei) lo distraggono dalla “routine contabile”.