Benevento vs Lecce 3-3: l’analisi

Una gara dalle mille emozioni quella tra Benevento e Lecce al Ciro Vigorito e valida per la prima giornata di Serie B.

Il Benevento, dopo il successo storico contro l’Udinese in Coppa Italia e il tonfo in amichevole contro il Frosinone, era chiamato a iniziare col piede giusto il secondo campionato cadetto della sua storia. Ma forse un po’ l’emozione dell’esordio, un po’ l’ansia one di voler vincere e convincere davanti al proprio pubblico, accorso ancora una volta in massa al Ciro Vigorito, hanno fatto sì che a scendere in campo nei primi settanta minuti di gioco fosse un Benevento irriconoscibile.

Un Benevento che ha sofferto eccessivamente il pressing alto leccese e la marcatura a uomo operata dagli uomini di Liverani su Viola, costretto specie nella prima frazione ad abbassarsi tra Volta e Costa, facendo arretrare, di conseguenza, l’intera squadra. Sicuramente un aspetto su cui mister Bucchi deve lavorare, in modo da trovare una fonte di gioco alternativa a Viola (così come è stato con l’ingresso di Ricci che seppur in un ruolo diverso dal play ha catalizzato la maggioranza dei palloni in uscita dalla difesa).

Il pressing alto dei salentini ha così messo in evidenza lo stato confusionario di Maggio e compagni che nei primi 70’ di gioco sono stati in balìa dell’avversario, senza mai riuscire a sviluppare un’azione degna di nota, finendo per innervosirsi e sbagliare anche gli appoggi più elementari.

Errori di cui non ha mancato di approfittare un buon Lecce che, per lo stupore generale, si è ritrovato sul 3-0.

Un risultato che, nonostante l’insufficiente prova dei giallorossi di casa, era troppo severo per quanto espresso dal rettangolo verde, ma figlio anche di errori individuali, come nel caso del secondo gol leccese firmato da Falco, lasciato colpevolmente solo dalla difesa beneventana e nel caso del tris salentino di Fiammozzi che trovava sì il jolly da posizione impossibile ma che doveva dire grazie ad un Puggioni in serata no (diversi errori anche in fase di impostazione da parte del numero uno giallorosso ieri sera) che battezzava colpevolmente fuori il pallone proveniente dalla trequarti destra d’attacco pugliese.

Un Benevento che, però, proprio nel momento di maggiore difficoltà è riuscito a trovare la forza per rialzarsi, sfruttando le modifiche tattiche dei due allenatori, con Bucchi che si giocava il tutto per tutto lanciando nella mischia Ricci, Asencio e Buonaiuto e rimodulando i suoi in un offensivo 4-2-4 con Viola e Nocerino in mediana e con Liverani che, inserendo il quinto difensore, arretrava troppo il baricentro della propria formazione.

E’ così che con la forza dei nervi, con la classe di Ricci e Viola e la caparbietà di Coda e Asencio che la Strega è riuscita nell’impresa di rimontare di ben tre gol il Lecce.

Una remuntada che dimostra le enormi qualità morali e tecniche di questa squadra ma che non deve far pensare alla truppa giallorossa di poter concedere più simili vantaggi alle avversarie, perché nel 95% dei casi le partite come quelle di ieri sera sono partite perse. La Serie B è un campionato difficilissimo e ricco di sorprese e il Benevento non può pensare di aver vinto la gara già prima di scendere in campo solo perché, magari, superiore sulla carta all’avversaria di turno. Sarebbe un errore troppo grave, che sicuramente non sarà commesso data l’enorme esperienza di alcuni giocatori giallorossi.

#ForzaStrega

 

 

Ph. Web

Gerardo De Ioanni

Gerardo De Ioanni

Italiano, sannita, beneventano, classe 1988 - Laureato in Giurisprudenza e praticante avvocato con la passione per il calcio, per il giornalismo e per la comunicazione in generale. Gestisce come amministratore la pagina facebook "Salta Salta Lo Stregò" ed è autore del libro "Vincere non è l'unica cosa che conta".